Descrizione
La ricerca di Esther Stocker si muove fra astrazione geometrica, percezione dello spazio, modulazione del ritmo visivo e arte pubblica. Basate su una palette cromatica essenziale – bianco, nero, grigio – le opere declinano le infinite possibilità combinatorie di un alfabeto di base del segno grafico: linee ortogonali, moduli ripetitivi, griglie. Tali elementi subiscono però improvvise distorsioni, deviazioni dall’ordine apparentemente perfetto, alterazioni che introducono instabilità visive e percettive, generando spazi reali e mentali che consentono un altissimo livello di interazione, veri e propri ambienti emozionali.









