Giotto e il Novecento

39,00

A cura di: Alessandra Tiddia
Editore: Sagep Editori
Anno di pubblicazione: 2022

Mostra: da martedì 6 dicembre 2022 a domenica 19 marzo 2023 presso il Museo Mart di Rovereto

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Descrizione

La vicenda giottesca aveva avuto grande fortuna già nella pittura europea dell’Ottocento, che riproponeva l’episodio celeberrimo di Giotto e Cimabue, per trasformarlo in un esempio di narrazione romantica. I venti delle avanguardie artistiche allontaneranno la pittura e la scultura contemporanea da questa necessità di esemplarità e si concentreranno piuttosto sulle modalità lessicali, formali, alla ricerca di una nuova espressività, di una nuova lingua.

In un clima ancora futurista e avanguardista nel 1916 Carlo Carrà pubblica sulle pagine della rivista “La Voce” un testo dedicato a Giotto, la sua Parlata su Giotto, aprendo la sua ricerca allo studio di questo artista, studio che riprenderà nella monografia del 1924 edita da “Valori Plastici”.

È la concezione dello spazio che affascina i protagonisti del Novecento italiano, con un obiettivo programmatico, che asseconda il tempo e la politica italiana di quegli anni: riproporre la grandezza culturale dell’Italia.

Ecco che Giotto viene assunto come modello e testimone della grandezza italiana nel passato e nel presente: la celebrazione del centenario nella mostra del 1937 a Firenze sancisce questa posizione della critica artistica italiana. Infine la visione delle opere di Giotto fu determinante in tre grandi maestri della contemporaneità: Henri Matisse, Mark Rothko e Yves Klein. Matisse fu tra i visitatori d’eccezione agli Scrovegni di Padova, mentre Rothko nel suo viaggio in Italia nel 1950 viene colpito dall’uso audace del colore che in Giotto crea lo spazio all’interno della raffigurazione anche al di là di ogni raffigurazione prospettica.

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